| | Con quella frase ho aperto il mio nuovo disco ed ho chiuso il mio nuovo libro. E’ una frase che significa molto per me. Non la frase in se stessa, ma quello che mi rappresenta. Ciao a tutti gente, sono Raoul Bortolon e sono uno appassionato di un milione di cose. Sono sempre alla ricerca di qualche sfida con me stesso. Non è un vivere comodo, ma a me piace così. Sono, di base, un musicista e suono 5 strumenti, nonché faccio il cantante. Sono un compositore ed uno scrittore di testi e fin dall’età di 14 anni scrivo canzoni. Otto di queste canzoni sono entrate nel mio ultimo album: “non sparate sul pianista”, registrato presso gli studi della Comatron Production della quale sono anche il titolare. Il mio arrangiatore, nonché amico e compagno di suonate per molti anni, è Siro Zilio, maestro di pianoforte e fisarmonica. L’idea di intitolare il disco “non sparate sul pianista” deriva proprio dal fatto che è il pianoforte l’elemento trainante di tutto l’album. A me piace “na cifra” anche la musica “honky tonky” , quella che si suonava nei “saloon” per capirci ed ho voluto, in chiave rock/blues, ma con testi rigorosamente Italiani, proporre un ottimo disco di musica Italiana dove quasi tutti gli a solo sono in chiave honky tonky. Anche i testi sono miei. Le mie canzoni sono anche delle storielle divertenti, ma sono anche delle storie di tutti i giorni. Dei anche racconti comici. Sono anche un grande appassionato di cucina e appena posso mi rintano nel cucinotto di casa a preparare manicaretti. | “É pazzesco come una serie di cose, a volte apparentemente insignificanti, possano cominciare a combaciare tutte assieme” (Raoul sec. XXI D.C) Gran parte delle mie canzoni le ho scritte così: ritmando i mestoli sul bordo delle pentole….. tra uno spezzatino in si bemolle ed una grigliata in do minore…. Altra cosa che mi fa letteralmente schizzare in orbita sono gli scacchi. Gioco con la squadra del Marostica, per antonomasia la città degli scacchi d’Italia. L’anno scorso sono riuscito anche a vincere il torneo sociale cittadino e pertanto ho provato anche il brivido di essere considerato un piccolo “champion”….. nel pezzo che va da via Roma a via plebiscito. Certo non sono di sicuro un Kasparov, ma adoro giocare e studiare gli scacchi.Tutte queste attività non mi lasciano tanto tempo, ma il tempo lo devo trovare lo stesso per stare con la mia famiglia. Per il disco mi sono avvalso della collaborazione di molti amici, per le copertine del libro ho avuto l’ausilio del grande Tony Visentin, ovvero Tony Luja, e del mio editore: Attilio Fraccaro, titolare della attiliofraccaroeditore.. Un doveroso “grazie” lo devo inviare, inoltre, a Pino Mancuso di Radio Italia anni ’60 e al grande giornalista/amico Nicola Argesi del studio “o bianco o nero” di Pove del Grappa, e al suo staff composto dal regista Gianni Dal Santo e dall’aiuto regista Alessandra Gazzola. Un “grazie” particolarmente affettuoso al fan club di Bergamo capitanato dall’inossidabile “Gisa” (Gisella). Sono tutti amici che si sono particolarmente adoperati per darmi una mano. Gisa e suo marito Fulvio sono dei cari amici da molti anni. Ringrazio Mauro Pivotto di Pixel Group di Bassano del Grappa per la realizzazione delle grafiche di copertina del disco e lo staff di File Point srl, con in | testa Maurizio Valerio, (software) per avermi sopportato nella realizzazione del sito e-commerce. Ringrazio Luigi e Arianna di Duo srl per la realizzazione dei supporti CD e per il disbrigo delle pratiche s.i.a.e. Molti mi hanno chiesto chi fosse Marco De Santis, l’amico al quale ho dedicato, alla memoria, il brano “the cowboy”. Anche Marco era Pesarese ed eravamo amici già da piccoli. Per qualche anno abbiamo gestito assieme anche il leggendario “Blues Bar”, una scatenatissima birreria del comprensorio Bassanese dove ogni notte c’erano concerti live ed esibizioni artistiche che potevano andare dal prestigiatore al comico. Purtroppo Marco ci ha lasciato a seguito di un incidente stradale in moto. Oltre che il mio più caro amico era anche il mio sassofonista. In questo contesto voglio mandare un ricordo anche ad un altro grande amico scomparso: Fiorenzo Bordin, il mio primo maestro di chitarra. Anche Fiorenzo, purtroppo, se ne ando’ a seguito di un incidente stradale. “Strada”, uno dei piu’ bei pezzi che ho scritto in questi anni, parla proprio di questo: di tutte le dimensioni che viviamo nell’arco della nostra vita. Con Marco e Fiorenzo è stata una gran bella dimensione (il mio fegato se la ricorda ancora…..), ma un'altra grande dimensione della mia vita è la mia famiglia alla quale va il piu’ grande dei ringraziamenti per la realizzazione del libro e del disco: sono riusciti a sopportarmi per un anno e mezzo mentre suonavo di notte. A mia moglie Luisa ed ai miei figli Stefano ed Anna Sofia, va un grande abbraccio. | |